Emozioni e qualità della vita

“UN PERCORSO ANALITICO–BIOLOGICO
PER COMPRENDERE E GESTIRE LE EMOZIONI”

N° minimo partecipanti: 6

Premessa

La letteratura sulle emozioni è molto vasta. Nel corso del tempo esse sono state studiate e analizzate da letterati, filosofi e psicologi. Oggetto di studi scientifici e sistematici, da più di un secolo, configurano una realtà assai complessa e in parte ancora inesplorata che richiede di essere ulteriormente approfondita attraverso nuovi studi e ricerche.

Migliaia di pubblicazioni, di fatto, suffragano tale complessità. Le emozioni, infatti, hanno una valenza sociale e culturale riconducibile alla loro natura interattiva e alla loro cultura di appartenenza. Hanno pure radici di tipo neurofisiologico. Pertanto la natura interattiva, relazionale e culturale s’intreccia con la loro componente interiore, biologica e innata. Ne discende che la scelta del modello al quale s’ispira il corso, deriva dalle nostre scelte epistemologiche, che si trovano a metà strada tra il primo e il secondo gruppo di teorie e ricerche. È certamente per noi fondamentale il posizionamento dell’operatore/conduttore che, nell’occuparsi della sfera emozionale del cliente/destinatario, qualifica e connota l’esperienza emozionale che si sviluppa all’interno del sistema relazionale in atto. Il posizionamento emotivo del conduttore condiziona ed è a sua volta condizionato in modo circolare dal flusso emotivo esperienziale generatosi nel setting di lavoro. Ciò che proponiamo è quindi il frutto di un modello teorico integrato delle emozioni, in cui s’intrecciano le diverse teorie biologiche, sistemiche, psicoanalitiche, cognitivo-comportamentali attraverso cui le emozioni sono analizzate e trattate.

Molte situazioni della vita sono rese complesse proprio dall’impatto che le emozioni che l’accompagnano determinano sugli eventi di vita e nelle relazioni con gli altri. Per buona parte della psicologia occidentale, le emozioni di fatto sono considerate non soltanto stati che avvengono nella mente e nel corpo delle persone, ma anche processi che danno forma e struttura alle relazioni. Molte persone sono preoccupate di veicolare un’impressione positiva di sé agli altri, ma allo stesso tempo sono insicure della propria capacità di farlo. Tale insicurezza è a volte, caratterizzata da atteggiamenti negativi verso la propria prestazione, sicché esse, perlopiù, evitano le situazioni temute. Proprio usando le informazioni interocettive costruiscono un’impressione irrealistica di come pensano di essere viste dagli altri e concentrandosi eccessivamente su loro medesime non sono in grado di effettuare una falsificazione della propria autovalutazione negativa. La vulnerabilità emotiva condiziona buona parte della loro vita. Allo stesso modo altrettanti individui investono invece molto del loro tempo a rimuginare, nella convinzione che tale azione difensiva, possa essere una strategia per far fronte alle situazioni più svariate dell’esperienza. Ciò può protrarsi fino a quando tale azione è infine valutata negativamente e temuta. Il rimuginare diventa così esso stesso un problema. Le ossessioni che perlopiù si possono presentare nei normali processi di elaborazione, assumono la forma di pensieri intrusivi, segnalano la possibilità che la persona possa arrecare danno a se stessa e agli altri, fino a quando ella cerca di attivare comportamenti neutralizzanti che insieme alla ricerca di rassicurazione e soppressione del pensiero tentano di ridurre la misura della sua responsabilità, in modo da contenere l’ansia a breve termine, senza tuttavia estinguerla completamente.

Altri ancora vivono in uno stato emotivo di profonda prostrazione e ripiegamento interiore poiché in loro, in luogo della paura del pericolo e della minaccia, come accade negli stati d’ansia, si impongono, invece specifiche convinzioni e pensieri prevalenti incentrati principalmente sulle tematica di perdita e svalutazione personale, che configurano uno stato emotivo che va oltre la semplice melanconia.

Convinzioni errate, pensieri automatici, emozioni e comportamenti disfunzionali possono rendere la nostra vita molto complicata. In breve, i processi di valutazione intervenienti tra insorgenza degli stimoli e risposta emotiva rimandano ad un circolo vizioso che connette il sistema cognitivo, i sintomi, il comportamento, con valutazioni disfunzionali che attivano strategie di evitamento e comportamenti protettivi, che rendono la situazione più complessa e difficile da gestire. L’impossibilità di comprendere e modificare i contenuti dei pensieri, gli atteggiamenti e quindi le emozioni, rimanda ad un’impossibilità di modificare il comportamento che crea disagio. Non va tralasciata all’interno di tale processo, l’importanza che il nostro passato, con i ricordi manifesti e sommersi insieme alla tipologia degli attaccamenti originari, ha sulla natura delle nostre attuali relazioni e sul modo di affrontare gli eventi di vita. La vulnerabilità emotiva si configura quindi come un fattore che può condizionare in buona misura il livello di benessere personale e relazionale.

ll prevalere, in passato, di un modello razionalistico della comunicazione umana e quindi del comportamento relazionale, non ha riconosciuto il dovuto spazio alle emozioni, tanto che gli aspetti non verbali della comunicazione umana non sono stati giustamente valorizzati. I processi d’interazione invece si basano proprio sull’integrazione di funzioni che connettono elementi verbali con altri non verbali, paralinguistici e cinesici del comportamento. Essi sono connaturati alle interazioni della vita di tutti i giorni e sovente non si è tutto consapevoli delle loro funzioni e dei loro significati. Un’attenzione alla sfera emozionale ed al linguaggio analogico del corpo può aiutare di fatto non solo a migliorare la comunicazione interpersonale, ma anche a comprendere e scoprire se le persone cercano di dissimulare le loro emozioni e sentimenti fino a mascherarle e mentire. Tuttavia, nei volti, nella voce e nei gesti delle persone si nascondono degli indizi che, se osservati con la giusta attenzione ed analisi, ci rilevano la menzogna e i veri sentimenti nascosti. Volendo far ricorso ad una definizione suggestiva che ci rimandi un’immagine complessa della nostra sfera emotiva, interconnessa al sistema nervoso centrale e periferico, assai efficace è quella di Daniela Lucangeli che descrivere le emozioni come : “stati mentali e fisiologici, associate a delle modificazioni naturali o apprese. Nessun atto della vita psichica può distinguere questi due ambiti. Il flusso vitale non è settoriale […]. Non si può tagliare a pezzi le funzioni biologiche e psicologiche. Né è possibile tagliare a pezzi gli stati mentali cognitivi verso quelli emotivi e verso quelli affettivi”.

DATA: A partire da febbraio 2016 (il corso inizierà non appena raggiunto il numero minimo di partecipanti)

LUOGO: Milano e Avigliana (TO)

COSTO: € 300,00 (IVA inclusa)

OBIETTIVI FORMATIVI
  • Sviluppare una consapevolezza analitica delle proprie emozioni.
  • Fare esperienza delle proprie capacità di riconoscere le espressioni emotive sul volto degli altri .
  • Acquisire tecniche per identificare con relativo margine di errore le emozioni di base e comprendere quando le altre persone mentono, simulano o tentano di neutralizzare le proprie emozioni.
  • Apprendere tramite esercitazioni pratiche i rudimenti per l’analisi dell’esperienza emotiva individuale e relazionale.
 CONTENUTI
  • Osservazione delle proprie informazioni interocettive per comprendere come si struttura la sfera emotiva. Come gli stati mentali cognitivi si trasformano in stati mentali emotivi
  • Strumenti di analisi e gestione delle emozioni soggettive.
  • Lettura ed analisi dell’organizzazione emotiva dell’altro in contesti relazionali e lavorativi.
PROGRAMMA

1)   Esercitazione: L’approccio introspettivo e analisi dei feedback delle emozioni soggettive.

2)   Esercitazione: l’approccio analitico biologico e culturale integrato nella relazione con l’altro in contesti intimi e sociali.

3)   Il linguaggio analogico delle emozioni: scoprire le menzogne.

4)   Esercitazione: Dalle sensazioni alle emozioni all’analisi del proprio repertorio emotivo.

5)   Modulazione delle risposte emotive, tecniche di autoipnosi .

6)   METODOLOGIA: il metodo è quello integrato d’analisi, della propria organizzazione emotiva ricorrendo all’uso degli strumenti dell’introspezione e dell’ascolto e di tecniche di analisi (diario emotivo e di autovalutazione) per l’autoosservazione specifica. L’obbiettivo è quello di raggiungere una gestione consapevole dei propri vissuti e del proprio dialogo interno per favorire il cambiamento dei propri pensieri automatici, atteggiamenti, convinzioni negative, che si traducono successivamente in emozioni e comportamenti disfunzionali. Il metodo della psicologia investigativa per l’osservazione e l’analisi dei comportamenti emotivi delle altre persone.

Nell’illustrare le tecniche di autoanalisi e analisi dell’altro si utilizzeranno delle tracce fornite dai docenti allo scopo di applicare in gruppo gli strumenti descritti. In tal modo al termine del corso i partecipanti disporranno di competenze utilizzabili sia per il proprio contesto relazionale privato sia per i contesti pubblici e professionali

VERRÀ RILASCIATO ATTESTATO DI PARTECPAZIONE
DOCENTI

Dott.ssa Adriana Tugnoli. Psicologa, esperta in comunicazione, criminologia e psicologia investigativa. Dottore in scienze dell’educazione e della formazione, supervisore clinico ed educativo di servizi socioeducativi e sociosanitari pubblici e privati, arteterapeuta. È responsabile progettuale di un Centro Diurno in convenzione ASLTO3 del Piemonte. Consulente in terapia dell’arte per enti pubblici e privati.

Dott. Marco Bertone. Pedagogista, formatore e progettista della formazione. Si occupa attivamente, a partire dal 1992, di collaborazioni con cooperative ed Enti, specificatamente in ambito di educazione ambientale, formazione di formatori e docenze a adulti e minori in laboratori scolastici. Attualmente, come consulente per percorsi di analisi organizzativa, promuove e gestisce attività formative in ambito sanitario e per insegnanti, Enti e società no-profit.

Per informazioni e prenotazioni:

+39 348 5838611
info@associazionetelos.it

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